Il progetto del parco botanico loretese. Struttura, obiettivi e finalità.

Introduzione. Una riqualificazione del paesaggio storico loretese

 

Era il 1998 quando fu iniziato il lavoro di restauro e riqualificazione del giardino della ex-Villa Corsi, poi diventato Parco dei Ligustri e giardino botanico e CEA di interesse regionale. Sono passati 21 anni  in cui ci siamo impegnati in studi, approfondimenti, vittorie e sconfitte, ampliamenti e miglioramenti per realizzare uno dei giardini più affascinanti d’Abruzzo che recentemente è rientrato in circuiti di eccellenza. Nel lontano 1998 era praticamente impensabile tutto quello che è stato realizzato e progettato fino ad oggi, ovvero un restauro del paesaggio e di un giardino praticamente distrutto che è costato sacrificio e tanta specializzazione.

I primi 2600 metri quadri finalmente recuperati e aperti al pubblico dal 2017, inseriti nella rete dei giardini più interessanti d’italia e d’Abruzzo, adesso fanno da base per un nuovo ambizioso progetto che si sviluppa su circa 2 ettari con uno splendido terrazzo sul centro storico di Loreto Aprutino. Siamo in uno dei paesaggi agresti più belli del nostro comune che ha appunto la fortuna di trovarsi davanti al paese e di spaziare su un panorama unico. Questi luoghi sono sempre stati immortalati in cartoline d’epoca e sono di grande suggestione. Il progetto intende trasformare questo terreno, per anni esclusivamente agricolo, in un ampliamento del parco botanico loretese, con l’inserimento di sentieri, aree di sosta, vedute sul paesaggio, inserimento di alberature e specie botaniche di vario tipo. Un parco collegato al Parco dei Ligustri e che potremmo definire una sorta di terrazza verdeggiante sul borgo loretese. La mission del niuovo parco sarà quella della valorizzazione del paesaggio mediterraneo con l’inserimento di specie mediterranee e tantissime piante officinali. La produzione agricola degli uliveti e degli alberi da frutto continuerà ma sarà inserita all’interno di un nuovo contesto di giardino paesaggistico.

I sopralluoghi sono cominciati nel 2017 per uno studio degli alberi e arbusti di pregio presenti nel terreno. Al momento sono state studiate e realizzate le aree di sosta e i punti di veduta panoramica, è stata realizzata la sentieristica per la fruizione nel terreno inferiore, si è intervenuti con un primo intervento di bonifica di un vasto roveto in prossimità della strada, nel terreno basso, con recupero di una sorgente. Sono state recuperate gran parte delle siepi camporili già esistenti. E’ iniziato il lavoro di miglioramento degli alberi autoctoni e di alberi di ulivo e l’eliminazione dell’edera da molti esemplari. Sono stati potati e ripuliti anche gli esemplari di Ficus carica presenti nel sito. Nel terreno alto, al di sopra della strada, i lavori si sono limitati fino ad ora alla pulizia delle erbacce ma non sono stati fatti lavori di sistemazione o di sentieristica.

 

Particolarità del nuovo parco

  

  • Analisi del sito

Sulla piano regolatore generale del Comune di Loreto Aprutino la zona interessata è in E2 ovvero Zona agricola di pregio che prevede tutta una serie di norme per la tutela del pregio ambientale e paesaggistico e il miglioramento del sito seguendo l’ingegneria naturalistica, il ripristino ambientale, il miglioramento estetico ed evitando qualsiasi modifica radicale in negativo dell’assetto ambientale del sito e vietando qualsiasi edificazione. La zona non è inserita nelle aree sottoposte a vincolo idrogeologico segnate sulla carta dei vincoli del Comune di Loreto Aprutino. Il terreno è rivolto a sud-est, sviluppandosi tra la Via Pretara, strada di accesso al paese e la Strada Regionale 151. La pendenza del terreno basso in alcuni punti impedisce una percorrenza tranquilla, rendendo la passeggiata difficoltosa. Si tratta di un problema che è stato risolto attraverso una realizzazione di una sentieristica modellata nel pieno rispetto dei versanti naturali e che può essere percorsa senza problemi da un gruppo di visitatori. Stessa cosa sarà eseguita nel terreno alto in cui la pendenza aumenta in maniera considerevole.

Nel terreno inferiore, durante i lavori di bonifica di marzo 2019, è stata recuperata una sorgente. Una parte del terreno, che è lambita dall’acqua, presenta una vegetazione di equiseti e di altre piante acquatiche che rendono questo luogo particolarmente interessante. Proprio la presenza di questa risorgiva apre progetti di valorizzazione di un paesaggio bucolico, immerso tra gli ulivi, con la veduta panoramica su Loreto Aprutino che può acquisire nel corso nel tempo un notevole valore ambientale.

 

 

  • Le specie arboree, arbustive e floristiche presenti.

Le emergenze paesaggistiche sono tutte di carattere storico-culturale con la contemplazione del paesaggio urbano loretese che si sviluppa ad anfiteatro proprio davanti al parco. Ed è proprio partendo da questa bellezza panoramica che tutto il sito dovrà essere progettato e sviluppato per incorniciarla e per renderla sempre più affascinante. Le presenze naturalistiche, oltre alle piante storiche di ulivo (Olea europea), sono alberi di acero di monte (Acer pseudoplatanus), acero americano (acer negundo), olmo (ulmus minor), noce (Juglans regia), melo cotogno (Cydonia oblonga), lauro (Laurus nobilis), gelso (Morus nigra), fico (Ficus carica), Sanguinello (Cornus sanguinea), Ligustro (Ligustrum lucidum) che si sviluppano nei due terreni anche in forma spontanea. Ed è proprio intorno a questa rigenerazione naturale che si muoverà la prima fase della realizzazione del parco, indagando e recuperando minuziosamente tutte le piante e gli alberelli presenti.

Una notevole infestazione di Robinia pseudacacia, Ailanthus altissima e rovo   si sta sviluppando in diverse parti dei due terreni, ai danni di esemplari storici di ulivo e rovinando anche alcune vedute paesaggistiche. In questo caso bisognerà intervenire per una immediata eradicazione degli esemplari. Un’area verdeggiante in prossimità del muraglione su Via Pretara presenta vegetazione fortemente degradata e infestata rovo, ailanto e vitalba ai danni di esemplari di acero, ligustro, olmo e alloro. In questo caso si dovrà intervenire con l’eradicazione delle specie infestanti e la risistemazione di tutto il versante, prevenendo problemi di caduta rami sulla sottostante via e facendo una potatura migliorativa degli alberi.

Gli alberi di Ficus carica, già risistemati nel primo intervento di marzo 2019, saranno recuperati con attente potature. Intorno a un grande albero di Fico, ricuperato nella primavera 2019, ubicato nel terreno inferiore, proprio a ridosso di Via Pretara e del sito di Fonte Grande, presenta una dilagante rigenerazione di Ailanto che rischia di mettere in crisi la crescita dell’albero. In questo caso bisognerà intervenire con una eradicazione delle specie infestanti e una pulizia totale del terreno intorno al fico.

 La scarsità di esemplari di alto valore botanica può essere riferita al fatto che per decenni i due terreni sono stati lavorati con trattore eliminando ogni forma di rigenerazione naturale, valorizzando esclusivamente gli ulivi e operando la trinciatura dell’erba e degli arbusti presenti. Tra le prerogative del parco ci sarà quella di limitare il più possibile interventi molto invasivi e di incrementare la rigenerazione naturale delle specie interessanti. Quindi l’apporto dell’esperto di paesaggio e del curatore di giardini in questo caso è assolutamente essenziale e importante. Nel terreno inferiore, nella primavera 2019, sono state avvistate diverse fioriture di Orchis purpurea, un’orchidea campestre molto importante, oltre al Gladiolus italicus, pianta molto bella e particolare molto rarefatta nei campi. Non manca neanche l’origano selvatico (Origanum vulgare) che si rintraccia in alcuni punti del terreno inferiore.  Questo tipo di specie floristiche testimoniano che il terreno non ha subito nel passato interventi di pesticidi che potevano mettere in crisi totalmente la rigenerazione di piante interessanti.

 

  • Le vedute panoramiche

Le vedute panoramiche sono la principale attrazione del nuovo parco. Il progetto, come già spiegato, si sviluppa proprio intorno a questa ricchezza paesaggistica che è il borgo storico di Loreto Aprutino e il suo paesaggio agreste, quindi ogni intervento deve essere mirato e minuzioso sulla valorizzazione di queste caratteristiche. Il parco regala due vedute diverse di Loreto: la prima, nel terreno basso, mostra il paese ad anfiteatro, osservabile nei suoi dettagli, nei palazzi storici, nelle chiese, nei giardini e orti del borgo; il terreno alto invece mostra una straordinaria visione d’insieme del borgo medievale con tutto intorno il paesaggio agreste, una veduta incantevole e che può essere contemplata e fotografata tra gli ulivi. Proprio queste due affascinanti vedute del paesaggio loretese saranno oggetto di valorizzazione e fruizione da parte di gruppi turistici e di fotografi o di artisti.

 

 

Interventi per la realizzazione del parco

 

  • Intervento di bonifica dell’infestazione del rovo e delle lianose

Tale intervento è stato eseguito nel marzo 2019 tramite ruspa che ha provveduto alla eradicazione di una grande siepe di rovo che aveva divorato 3 ulivi storici. L’infestazione si era sviluppata a ridosso della sorgente, in prossimità della Strada Regionale 151. L’operazione di bonifica è continuata con la pulizia di lianose e di rovi da un albero di Fico storico e da altri due alberi di ulivo. L’intervento con la ruspa possiamo dire che è stato un male necessario per via della complessità dell’intervento.  La complessità della situazione ha reso impossibile  una pulizia a mano con decespugliatore e motosega con due o più operatori professionisti. Per l’accesso al terreno con il mezzo meccanico è stato necessario realizzare una strada che attualmente è ancora presente e che è stata indispensabile in più occasioni.

 

  • Realizzazione della sentieristica

Lo sviluppo della sentieristica del nuovo parco seguirà e rispetterà scrupolosamente l’orografia della collina, evitando inutili e dannosi sbancamenti, realizzando sentieri sinuosi che si amalgamano con il paesaggio e che devono essere percorsi in maniera semplice e comoda da eventuali visitatori. La dimensione di ogni sentiero non dovrà superare il metro di larghezza e il terreno dovrà essere livellato a mano o, in casi eccezionali, con un piccolo mezzo meccanico evitando l’accesso di grandi ruspe o mezzi invasivi. Nel terreno basso verranno realizzate delle aree terrazzate che si affacciano sul borgo di Loreto procedendo sempre al rimodellamento dei versanti, eliminando qualsiasi problematica di dissesto. Tale operazione verrà eseguita ove possibile a mano o con l’utilizzo di un piccolo mezzo meccanico. La sentieristica rappresenta per il nuovo parco un elemento importantissimo in quanto permetterà una fruizione completa di tutta l’area. Importante realizzare un accesso e una sentieristica principale, che copra la parte dell’uliveto e che possa essere utilizzata da un trattore per caricare eventuali scarti di potatura o trasportare materiale. Il sentiero deve essere costruito rispettando l’orografia del terreno, evitando dissesto sui versanti con una dimensione massima di 1,70 m.

  • Nel terreno basso l’unico accesso possibile è da Via Pretara zona Fonte Grande. Da qui si salirà attraverso un sentiero serpeggiante realizzato per migliorare la viabilità di gruppi di visitatori e per l’accesso di eventuali mezzi meccanici per la gestione e la pulizia e seguirà e rispetterà l’orografia di tutto il terreno. Un secondo accesso, sempre nel terreno basso, sarà aperto direttamente sempre su via Pretara con accesso diretto dalla SS-151. Si tratta di un sentiero pedonale che permetterà ai gruppi di muoversi verso Santa Maria in Piano, alla fine della Pretara.
  • Per il terreno alto, la prima fase sarà proprio quella di riaprire l’accesso attualmente chiuso dalla vegetazione infestante. L’unico accesso possibile è da Via Pretara e percorre un pezzo di tracciato dell’ex-ferrovia per poi ricollegarsi all’area dell’uliveto. Il sentiero arriverà direttamente alla base del sito paesaggistico e seguirà la scalata fino alla parte alta seguendo l’orografia del terreno. In questo caso, vista l’eccessiva pendenza del sito, è vivamente sconsigliato l’intervento di un mezzo meccanico come la ruspa che potrebbe sia creare situazioni di dissesto sia generare condizioni di pericolo per l’operatore. Il sentiero dovrà essere segnato prima con gesso o calce bianca per poi essere costruito a mano, con terra battuta, utilizzando zappa e vanga e modellando attentamente il terreno.  Non deve essere precluso l’intervento meccanico per la pulizia del sito, in questo caso assolutamente necessaria vista l’impossibilità di operare totalmente con decespugliatore a causa dell’eccessiva pendenza. Il sentiero si svilupperà con una dimensione di massimo un metro proseguendo fino alla parte alta dove ci sarà un’area panoramica per la veduta del borgo di Loreto e del paesaggio circostante. Tutti i sentieri sono lasciati ad erba sfalciata per agevolare il passaggio.

 

Sistemazione delle vedute e dei terrazzi panoramici

 

I terrazzi panoramici saranno ritagliati nella collina, realizzando delle vedute di sosta e di contemplazione che guardano su Loreto e sul paesaggio.

  • Nel terreno basso sono state attualmente realizzate tre aree di sosta per la contemplazione. In queste situazioni si interverrà per il rimodellamento minuzioso e accurato della collina e l’eliminazione di tutti gli scalini a terra che non permettono una omogenea visione e fruizione, riportando armonia nella visione del paesaggio. Si tratta di interventi da eseguire a mano oppure, ove necessario, con un piccolo mezzo meccanico. Nelle aree dei versanti dei siti panoramici sarà inserita vegetazione di consolidamento del terreno utilizzando arbusti mediterranei resistenti alla siccità.
  • Nel terreno superiore è previsto un solo punto panoramico, nella parte più alta del sito. Come già spiegato nel paragrafo della sentieristica, il terreno non può essere oggetto di grosse modifiche per via dell’eccessiva pendenza e difficoltà di gestione. Gli spazi di veduta panoramica saranno esclusivamente curati a erba costantemente sfalciata.

 

 

  • Valorizzazione degli uliveti

Gli ulivi storici presenti nei due terreni paesaggistici rappresentano una ricchezza notevole che deve essere preservata e curata nel tempo. Alcuni esemplari di ulivo sono veramente dei cimeli del paesaggio. Proprio per questo motivo, l’uliveto verrà percorso e reso fruibile da una sentieristica in terra battuta che permetterà di ammirare degli scorci e delle vedute del borgo loretese attraverso gli alberi storici.  L’uliveto sarà mantenuto a prato, senza l’inserimento di nessun esemplare arbustivo o arboreo.

Interventi da eseguire in più fasi:

  • Eliminazione dell’edera e dei rovi che hanno invaso le piante procedendo anche alla eradicazione delle infestanti;
  • Pulizia dei polloni intorno agli alberi;
  • Eliminazione del secco e potatura di risistemazione delle chiome;
  • Gestione ordinaria degli uliveti con sfalcio dell’erba;

 

 

  • Realizzazione di giardini delle aromatiche

Il terreno basso si presta in alcune aree per la realizzazione di giardini delle aromatiche. Proprio l’esposizione molto soleggiata diventa essenziale per mettere a dimora diverse varietà piante aromatiche e officinali come rosmarino, lavanda e salvia che possono consolidare ulteriormente il terreno, soprattutto nelle aree dei terrazzi panoramici e lungo la sentieristica. Lavori da fare in più fasi:

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno giardini delle aromatiche
  • Sistemazione delle piante e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • Messa a dimora delle piante nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

Realizzazione di giardini con roseti

Un grande roseto sarà realizzato nell’area   del terreno inferiore  con affaccio sul borgo di Loreto, con un’ottima esposizione di luce. Il giardino sarà raggiungibile dalla sentieristica principale del parco. Scopo di questo roseto è quello di creare un’immagine pittorica e suggestiva del paesaggio loretese, con il suo borgo, incorniciato tra le fioriture. Una volta realizzato diventerebbe il roseto più grande di Loreto Aprutino e uno dei più importanti d’Abruzzo, con l’inserimento di numerose cultivar ornamentali e rustiche.

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno i roseti
  • Messa a dimora di numerose varietà di rose e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • La messa a dimora delle piante deve avvenire nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

La valorizzazione della sorgente presente nel terreno

La sorgente, in prossimità della SR-151, è tutta da scoprire. La notevole rigenerazione di Equiseto in tutta l’area rende il sito particolarmente interessante e meritevole di valorizzazione. Gli equiseti crescono anche alla base degli ulivi. La sorgente, nei periodi di forte siccità mantiene acqua che poi aumenta di volume nelle stagioni delle pioggie. Nell’invaso si sono sviluppate anche diverse piante acquatiche che pian piano stanno creando un piccolo ecosistema. Stanno crescendo alberi di Salix alba, Populus nigra, aceri e olmi. Si interverrà sulla selezione di piante igrofile interessanti che saranno conservati nell’area della sorgente. Attualmente una crescita vigorosa di piante acquatiche sta contribuendo alla costruzione dell’ecosistema sorgentizio. Nel futuro parco paesaggistico la sorgente avrà un ruolo prevalentemente estetico ed ecologico, fondamentale per l’educazione ambientale e sarà abbellita intorno con cespugli ornamentali e sempreverdi.

Lavori da fare in più fasi:

  • Pulizia delle erbacce infestanti e valorizzazione delle specie di pregio igrofile e di interesse naturalistico
  • Eradicazione del rovo infestante intorno alla sorgente
  • Sfalcio delle erbacce stagionale e inserimento di nuove specie arboree e arbustive
  • Inserimento di pesci dentro la pozza della sorgente e costruzione dell’ecosistema acquatico.
  • Inserimento di nuove specie floristiche acquatiche.
  • Preservare il più possibile la naturalità della sorgente.

Fin dentro alla sorgente arriva anche il tracciato dello scolo della SR-151. In questo caso siamo davanti a un problema che può essere risolto solo aumentando la copertura vegetale nell’area in modo da nascondere la brutta immagine dello scolo stradale e lavorare sulla pulizia dei rifiuti che sono stati buttati in zona, tra cui molte bottiglie di plastica e vetro.

 

 

La messa a dimora di alberi e siepi lungo i sentieri

Importante sottolineare che i due terreni non hanno nessun allaccio per l’irrigazione e non sono muniti di un pozzo. Anche se c’è la presenza di acqua a seguito della sorgente, non c’è dunque possibilità di procedere con nessuna irrigazione attraverso tubi. Questa mancanza che al momento non può essere risolta, impone drasticamente la scelta di piante molto resistenti ad ambienti in cui manca l’acqua e che hanno una esposizione fortemente soleggiata. Nei mesi estivi ci potrà essere una carenza di acqua che potrà produrre danni o perdite ad eventuali piantagioni di alberi e arbusti. Pertanto qualsiasi messa a dimora deve essere effettuata rigorosamente nei mesi autunnali – invernali, evitando i periodi di siccità.  La sentieristica in alcuni punti sarà abbellita con l’inserimento di alberi autoctoni di Leccio (Quercus ilex), Roverella (Quercus pubescens) e Bagolaro (Celtis australis) in associazione con cespugli e arbusti di Melograno, Pyracantha, Teucrium, Alaterno, Crataegus, Phillirea, Rosmarinus, Corbezzolo, Lentisco, Lavanda, Salvia, Alloro, Viburno   tutte specie che possono attirare l’avifauna e che hanno un notevole valore ecologico e con possenti apparati radicali che sono in grado di consolidare il terreno, soprattutto sui versanti dei punti panoramici. Gli alberi che saranno inseriti non devono creare problemi di luce agli ulivi, quindi bisognerà scegliere perfettamente i siti d’impianto al di fuori dell’uliveto che manterrà il suo aspetto integro e il suo impianto di coltivazione. La delimitazione con siepi di Pyracantha lasciate libere va fatta lungo il muraglione di confine su Via Pretara e in prossimità della SP-151 rispettando la distanza dall’area di pertinenza stradale. Si inseriranno anche esemplari di Chamaerops humilis, la palma nana italica, caratteristica di molti paesaggi mediterranei, che può fare da abbellimento ai giardini mediterranei sui versanti assolati e si unisce benissimo con le piante di ulivo.

 

Realizzazione di un boschetto di Lecci, roverelle e piante autoctone

Un boschetto naturalistico con alberi di Leccio (Quercus ilex), roverelle (Quercus pubescens), e altre piante autoctone sarà realizzato nella parte nord – ovest del terreno inferiore. Tra le altre principali specie da inserire: Tiglio, Bagolaro, Frassino, Olmo,  Acero campestre, Acero di Monte, Acero di Montepellier, Acero opalo. Cornus sanguinea, Alaterno, Biancospino. Il bosco, nel corso degli anni, diventerà un’attrazione naturalistica, un luogo ombroso e suggestivo, che sarà raggiunto dalla sentieristica del parco. Si tratta di piante che hanno una notevole resistenza alla siccità e al forte caldo estivo, ideali per migliorare l’aspetto paesaggistico del parco e per creare un luogo di ritrovo dell’avifauna e di mammiferi.

Lavori da fare in più fasi:

  • Sfalcio e pulizia dell’area in cui si vogliono mettere gli alberi.
  • Scelta di alberi dell’altezza di 2,50 m e posizionarli in forma libera seguendo le regole del rimboschimento naturalistico.
  • Messa a dimora degli alberi nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.
  • Sfalcio delle infestanti nei primi 2-3 anni dall’impianto.
  • Selezionare eventuali arbusti di sottobosco che potranno essere inglobati nell’area del boschetto.

 

Realizzazione di frutteti

Nell’area nord del parco, con affaccio su Loreto, in un triangolo di terra sopra Fonte Grande si realizzeranno  due frutteti con l’inserimento di esemplari arborei di fruttifere. Tra le principali specie: ciliegio, albicocco, mandorlo, noce, fico, melo, melograno. La mancanza di un impianto di irrigazione nel terreno impedisce una costante annaffiatura degli esemplari, quindi la messa a dimora deve essere eseguita nel periodo tardo-autunnale e invernale, in giornate fresche. Da prevedere lo sfalcio delle infestanti nei primi 2-3 anni dall’impianto, utilizzando anche tecniche di pacciamatura intorno agli alberi.

Lavori da fare in più fasi:

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno giardini delle aromatiche
  • Sistemazione delle piante e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • Decespugliamento dei sentieri realizzati per la fruizione e gestione.
  • Messa a dimora delle piante nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

 

Aree con giardini di arbusti mediterranei

 

Giardino delle piante mediterranee e aromatiche nella parte alta del parco.

Quest’area è rivolta a sud-est e gode di molte ore di sole durante il giorno. Particolarmente interessante per la veduta su Loreto e sul paesaggio. Verrà risistemata utilizzando specie aromatiche e mediterranee come Rosmarino, Lavanda, Salvia, Lentisco, Teucrium, Fillirea angustifolia e latifolia, Chamaerops humilis, . Il progetto prevede il rimodellamento di tutto il versante che è caratterizzato da una pendenza eccessiva che scoraggia interventi di pulizia. Si procederà con la realizzazione di una sentieristica di dimensioni 30-40 cm massimo, da utilizzare nei lavori di gestione e decespugliamento, che taglierà tutto il versante a più livelli e lo renderà fruibile in tutte le sue parti. Sui versanti saranno piantati varie tipologie di arbusti in maniera da tale creare una copertura serrata e uniforme anche per risaldare totalmente il terreno con gli apparati radicali.

Lavori da fare in più fasi:

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno giardini delle aromatiche
  • Sistemazione delle piante e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • Decespugliamento dei sentieri realizzati per la fruizione e gestione.
  • Messa a dimora delle piante nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

 

Giardino delle piante mediterranee e aromatiche in prossimità dell’accesso da Via Pretara

Quest’area si trova a ridosso della Via Pretara e in prossimità dell’accesso da Fonte Grande. E’ caratterizzata da una eccessiva pendenza del terreno ma è soleggiata per diverse ore giornaliere con esposizione a sud-est. Come nel giardino illustrato precedentemente, anche qui si dovrà intervenire con la realizzazione di una sentieristica di dimensioni 30-40 cm di larghezza a utilizzare per la fruizione e i lavori di gestione. I sentieri dovranno essere realizzati in maniera tale da tagliare la pendenza del terreno, per permettere l’accesso a un operatore con decespugliatore e per procedere alla piantagione di arbusti mediterranei e aromatici tra cui Rosmarini, Filliree, Lavande e Lentischi e palme Chamaerops humilis.  Anche questo caso la copertura vegetale dovrà essere serrata in maniera tale da consolidare al meglio il terreno.

Lavori da fare in più fasi:

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno giardini delle aromatiche
  • Decespugliamento dei sentieri realizzati per la fruizione e gestione.
  • Sistemazione delle piante e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • Messa a dimora delle piante nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

 

Giardini con piante mediterranee e officinali nei quattro terrazzi panoramici del parco

Al fine di migliore il consolidamento dei terreni e creare scorci e vedute di interesse, i quattro terrazzi panoramici saranno abbelliti con giardini di piante mediterranee e officinali che saranno sistemati in formazione serrata, inserendo Rosmarini, Lavande, Teucrium, Filliree, Lentisco, Alloro, Corbezzolo, Cistus, palme nane Chamaerops humilis. Un caso particolare riveste il miglioramento del principale terrazzo panoramico di fronte a Loreto. In questo caso il versante della collina sarà area di piantagione di numerosi arbusti mediterranei, principalmente Rosmarini, Filliree e Lentisco per il consolidamento generale del terreno.

  • Decespugliamento e lavorazione del terreno nelle aree in cui si realizzeranno giardini delle aromatiche
  • Sistemazione delle piante e gestione ordinaria di eliminazione delle infestanti
  • Messa a dimora delle piante nei mesi autunnali e invernali dalla fine di ottobre fino alla metà di marzo evitando i periodi siccitosi.

 

Recupero di alberi storici

Il terreno del nuovo parco paesaggistica conserva alberi storici di Gelso ubicati sul confine con il sito di Fonte Grande. Questi  grandi alberi, probabilmente degli anni 60 del Novecento sono molto importanti sotto l’aspetto storico e naturalistico ma per decenni sono stati lasciati nel più completo abbandono e  degrado, divorati dall’edera, dal rovo e dalla vitalba. Il primo Gelso storico, situato in prossimità dell’accesso da Via Pretara è un gigante completamente ricoperto di edera ma ancora vivo e vegeto, con un tronco imponente ma decisamente malandato con evidenti carie nelle branche retaggio di vecchie capitozzature che hanno pian piano rovinato l’esemplare. La crescita delle ramificazioni è disordinata e alcune si sono spezzate, poggiando su parti cariate e instabili. Il recupero di questo albero è essenziale per non farlo morire del tutto. L’edera ha diradato molto la chioma arrivando a creare una fitta ombra, trasformandosi in un peso per le branche e per l’albero già malandato soprattutto in giornate ventose o con forti nevicate. Anche l’edera, di grosse dimensioni, merita di essere preservata come pianta integrante di questo habitat. Il grosso tronco non sarà staccato dall’albero ma si elimineranno solo le propaggini superiori, fino a un’altezza di 1,50. Si procederà poi all’asportazione totale  della parte epigea dell’edera, nelle zone intorno alla chioma. Occorrerà valutare se ci sono delle propaggini di edera che hanno prodotto radici all’interno delle parti cariate dell’albero. Questi lavori vanno eseguiti nei mesi invernali. L’albero comincerà a riprendersi un po’ alla volta ma è importante non toccare assolutamente le parti verdi della chioma eseguendo tagli irregolari. L’eventuale potatura di rimonda sarà eseguita in un secondo momento, sempre nel periodo di riposo dell’albero, da novembre fino a marzo.

Il secondo Gelso, di notevoli dimensioni, si trova più in là, sempre sul confine, sopra l’area di Fonte Grande.   Anche questo albero è stato lasciato nell’oblio per decenni, subendo un forte degrado, completamente divorato da un grande quantità di rovi e di vitalba. Questo Gelso, forse degli anni 60 del Novecento, dovrà essere ripulito dall’edera sul grosso tronco colpito da una carie vistosa e importante. L’albero comunque è riuscito ad isolare la malattia continuando a crescere e a svilupparsi in direzione sud-ovest con la chioma ampiamente protesa sul terreno.  Il primo intervento sarà quello di aprire un varco nella cortina di rovi e di vitalbe per poter raggiungere l’albero e cominciare la pulizia dall’interno. Vista l’importanza storica dell’esemplare si interverrà manualmente, con l’utilizzazione di disco con decespugliatore per la trinciatura definitiva di tutte le infestanti e poi con svettatoio e motosega piccola per operare potature di rimonda. Una volta ripulita l’infestazione di lianose si procederà alla pulizia graduale della chioma tirando giù ciò che rimane delle piante. L’intervento di un escavatore piccolo può peggiorare la già difficile situazione dell’albero. Una branca che poggia sulla parte cariata del tronco è a rischio crollo, tenuta in piedi solo da una ramificazione alla base. L’albero cresce su un pendio con rigenerazione di Laurus nobilis. Il sottobosco, una volta eliminati totalmente vitalba e rovi, non sarà ulteriormente toccato nel suo insieme per non compromettere ulteriormente l’habitat dell’albero.  La carie, può essere stata causata da una scosciatura. Probabilmente anche questo albero da giovane veniva costantemente capitozzato come era consuetudine per i gelsi e questa pratica ha decisamente indebolito la stabilità dell’esemplare. Per eliminare la parte cariata e migliorare l’aspetto fitosanitario dell’albero si valuterà sul campo come intervenire.

 L’albero continua la sua crescita e ha solo bisogno di essere liberato dalle lianose che, oltre a togliere luce e diradare fortemente la chioma, possono diventare un grave problema durante le nevicate e il forte vento caricando eccessivamente l’albero. L’intervento di rimonda del secco sarà eseguito gradualmente  nei mesi invernali e non si toccherà nessuna parte viva della pianta. Qualsiasi intervento importante sulle parti vive può essere controproducente alla stabilità e alla sopravvivenza dell’esemplare.

 

 

Recupero della siepe di Olmi e Aceri in prossimità di Via Pretara

A ridosso di Via Pretara si trova una siepe con Olmi e Aceri completamente divorata da Rovi e Vitalba. Le specie presenti sono Acer Negundo, Acer pseudoplatanus, Laurus nobilis, Viburnum tinus, Ulmus minor, Ligustrum lucidum e Ailanthus altissima. Vista la pendenza eccessiva a ridosso della strada e del muretto che impedisce un lavoro in sicurezza si dovrà procedere alla eliminazione delle infestanti attraverso un escavatore piccolo. L’operazione dovrà essere eseguita in maniera scrupolosa evitando di rovinare definitivamente le alberature. Si tratta di alberi e arbusti che hanno una precisa funzione di mantenere la scarpata sulla strada e impedire movimenti franosi. In questa situazione tagli eccessivi possono essere contropoducenti. Si procederà quindi a lasciare in piedi un solo esemplare di Ailanto per consolidamento del terreno. Una volta eseguito il lavoro di eliminazione delle lianose si procederà alla potatura di sola rimonda e leggero diradamento degli alberi presenti. Si selezioneranno e valorizzeranno gli arbusti di Viburno, Ligustro e Alloro. A seguire, una volta eseguito tutto il lavoro, si procederà alla riqualificazione dell’area con messa a dimora di nuovi arbusti, in questo caso Allori, Viburni e Filliree per consolidare ulteriormente la scarpata.

 

Consolidamento con vegetazione mediterranea di versanti problematici o in forte pendenza

Nel parco sono presenti alcune aree con versanti problematici sia per pendenza che per creazione di sentieristica e aree di sosta che devono essere consolidati con l’inserimento di vegetazione arbustiva.

Il primo consolidamento con creazione di giardino mediterraneo è in prossimità dell’entrata dalla SS-151. Qui si trova una scarpata con forte pendenza che diventa difficile da gestire per lo sfalcio dell’erba. La prima fase della realizzazione di sentieri è stata già eseguita. La seconda fase sarà quella di creare aiuole con macchie di arbusti mediterranei di vario tipo come Allori, Viburni, Filliree, Rosmarini, Lentischi, Cisti, Lavanda, Alaterno ecc…

Il secondo consolidamento dovrà interessare l’area del terrazzo su Loreto in prossimità dell’uliveto. Qui occorre migliorare la scarpata realizzata durante i lavori della sentieristica inserendo arbusti mediterranei. Tutto il terrazzo dovrà essere abbellito con vegetazione arbustiva prediligendo Rosmarini, Filliree e Lentischi.

Il terzo consolidamento interesserà il secondo terrazzo su Loreto nel sentiero superiore, in prossimità dell’uliveto. Anche in quest’area si procederà a inserimento di arbusti mediterranei, soprattutto Filliree, lentischi e allori.

Il quarto consolidamento sarà eseguito nella parte bassa del terreno, sulla scarpata del sentiero a ridosso di Via Pretara, in prossimità della siepe di Olmi e Aceri. Qui si inseriranno Allori, Ligustri, Lentischi, Viburni e Filliree per il miglioramento dei versanti.

Il quinto consolidamento sarà un’altra scarpata sempre a ridosso di Via Pretara. Qui la pendenza eccessiva complica molto eventuali lavori di decespugliamento e quindi sarà necessario inserire vegetazione arbustiva mediterranea con Allori, Lentischi, Viburni e Filliree.

 

La gestione del parco paesaggistico

 

 

 Linee guida per la corretta gestione dei giardini e della sentieristica

La complessità del giardino paesaggistico risiede principalmente in due fattori predominanti: la pendenza del terreno e la grandezza. Non si tratta quindi di un parco di piccole o medie dimensioni che può essere gestito in poche ore o giornate. Qui stiamo parlando di un continuo, costante lavoro di sfalcio intorno agli alberi e ai nuovi arbusti e giardini che saranno creati che dovrà essere eseguito in maniera metodica per i primi 3 anni. Impensabile poter decespugliare tutto il terreno perché si impiegherebbero settimane e non sarebbe neanche sostenibile sia per l’inquinamento acustico, il costo e lo spreco di carburante e l’inquinamento derivato dallo scarico, sia per quanto riguarda lo spreco di materiali come filo di nylon, usura dell’operatore, usura del macchinario con relativi costi di manutenzione su motore e altro. E’ dunque necessario realizzare un piano di lavori intelligente durante le stagioni, soprattutto in quella primaverile in cui le erbacce sono al massimo della vigoria, e poi in estate e in autunno.  La messa a dimora di alberi e arbusti tappezzanti e che si sviluppano in larghezza, con il passare del tempo impediranno alle erbacce di avere il sopravvento ma si tratta di un processo lento che deve essere seguito dal professionista in maniera dettagliata nei primi anni.  Una così ampia e dettagliata copertura arbustiva con il passare del tempo avrà il pregio di consolidare al massimo livello tutto il versante impedendo qualsiasi tipo di processo franoso.  In questi casi, per arrivare a un parco che possa mantenersi da solo con pochi interventi di gestione è necessario attenersi a scrupolosi lavori che rispettino la naturalità del sito, lavorando su un progetto sostenibile in cui si ricrea l’habitat ed evitando un deleterio tabula rasa che impedisce la rigenerazione delle specie interessanti e rafforza l’infestazione del rovo, dell’ailanto e della robinia. Una volta proceduto il lavoro di selezione delle specie arboree e arbustive e la messa a dimora di piante ornamentali, tutto questo non potrà essere più possibile per non rovinare il parco. La pulizia radicale non ha fatto bene al terreno in quanto ha sviluppato in maniera esorbitante piante forti come il rovo che sono un indicatore di forte antropizzazione e di intervento molto sostenuto. Nel passato, dopo ogni lavorazione di trinciatura della vegetazione del terreno, si è vista una ripresa vigorosa del rovo su ampia scala, che è arrivato ad assalire gli stessi alberi di ulivo. E’ giusto quindi studiare le dinamiche naturali prima di compiere lavori che possono creare grandi e gravi problemi all’habitat del futuro giardino. Proprio a causa di questo tipo di pulizia radicale oggi si contano i danni e in alcuni punti sarà necessario procedere alla completa eradicazione meccanica, tramite escavatore, di ailanti, roveti e robinie. Proprio nella area dell’accesso dalla Strada 151, si può notare come la rigenerazione incontrollata della robinia, rinvigorita a seguito del “tabula rasa” con presenza di stoloni sotterranei, ha infestato parecchi metri quadri di uliveto. Dunque, gli interventi mirati, chirurgici, sono indispensabili e rappresentano una visione innovativa della gestione del paesaggio. E’ importantissimo dimenticarsi di avere a che fare con un semplicissimo terreno agricolo da dominare radicalmente e cominciare a pensare a un giardino, un grande parco da modellare un po’ alla volta. Si tratta di un approccio nuovo, una visione che deve essere capita, con cui ci si deve amalgamare per poter raggiungere il massimo risultato. Ed è proprio per questo che è necessario eliminare il termine “pulizia” e sostituirlo con il termine “valorizzazione” o “gestione” del sito paesaggistico.

  • La prima fase del lavoro di gestione ordinaria del giardino, soprattutto quello inferiore, deve essere dedicata alla sentieristica. Una gestione ordinaria che può essere eseguita con il decespugliatore o utilizzando il tagliaerbe a motore. Il decespugliatore può essere utilizzato per il miglioramento dei versanti problematici con pendenze difficili. Nelle situazioni con meno pendenza si potrà intervenire con il tagliaerbe, realizzando dei prati, con taglio a 10 cm dell’erba. Lo sfalcio intelligente e sostenibile, selezionando solo le aree veramente problematiche, impedirebbe anche costi esorbitanti di gestione che non possono essere sostenuti a breve e lungo termine. Da ridurre al minimo i costi del carburante e anche lavori usuranti e stressanti di un singolo operatore con numerose ore di lavoro al giorno.

 

  • La seconda fase del lavoro di gestione deve essere quella della eradicazione mirata delle infestanti dai giardini dei roseti e giardini delle aromatiche e piante ornamentali. Un lavoro che può essere fatto a fasi, sempre in maniera sostenibile, risparmiando sui costi e sul tempo, ritagliando il parco in più quadranti che devono essere sistemati nel dettaglio utilizzando sia il decespugliatore e nei casi più particolari lo zappino o il sarchiatore. Importante contenere il più possibile l’infestazione del rovo utilizzando sempre il decespugliatore con corda extra-strong da 3 mmm di diametro o disco d’acciaio per la macerazione degli arbusti.

 

  • La terza fase del lavoro è quella della potatura di alberi e arbusti presenti nel parco. Le potature degli ulivi devono essere eseguite per il miglioramento degli alberi sotto l’aspetto estetico e fitosanitario. Una potatura ben fatta permette anche di mantenere nel tempo gli esemplari arborei che attualmente sono abbastanza rovinati da pessimi interventi e da molti anni di mancate cure. Le piante attualmente stanno subendo situazioni di stress che hanno rallentato o arrestato la crescita in molti esemplari. E’ necessario quindi lasciare in pace gli alberi per almeno 3-4 anni. Le potature devono essere anch’esse sostenibili, tagliando il minimo indispensabile, limitandosi al secco, al malato e al miglioramento estetico delle piante. Si eviterà la sagomatura delle siepi e degli arbusti che devono rimanere allo stato naturale. La spollonatura degli ulivi, operazione indispensabile per rendere bello ed elegante tutto il terreno deve essere fatta con il decespugliatore munito di disco, se si vuole procedere con un lavoro veloce e non estremamente faticoso.

 

  • La quarta fase del lavoro sarà lo smaltimento degli scarti del giardino. Gli sfalci nei sentieri e nelle aree lasciate a prato non devono prevedere la raccolta dell’erba tagliata che rimarrà sul terreno. Eventuali ramaglie derivate dalla potatura possono essere utilizzate per consolidare eventuali versanti o creare delle bordure. Il restante scarto può essere bruciato in un’area appositamente ritagliata nel terreno o può essere utilizzato come pacciamatura, una volta ben triturato.

Rispettando le dinamiche naturali e intervenendo con un giardinaggio sostenibile, il parco paesaggistico può essere gestito nel migliore dei modi anche da un singolo operatore professionista.

La realizzazione totale del parco paesaggistico può svilupparsi indicativamente in 10 anni.

Primo anno e secondo anno:

  • gestione del terreno inferiore eliminando ogni forma di degrado, ripulendo gli ulivi da edera e rovo, risistemando le piante e gli alberi di pregio presenti con potature e valorizzazione di tutte le nuove emergenze naturalistiche e botaniche, effettuando analisi botanica dei due siti.
  • Si procede poi con la realizzazione della sentieristica e dei terrazzi panoramici. Si lavora sul miglioramento della sorgente presente nel terreno inferiore.
  • Miglioramento del terreno inferiore con inserimento di alberi e arbusti autoctoni. Interventi per realizzare siepi e alberature lungo la sentieristica.
  • Si comincia l’intervento per la fruizione del terreno superiore: apertura del sentiero panoramico, realizzazione del punto panoramico nella parte alta del terreno, pulizia delle erbacce e potatura degli ulivi e sistemazione degli alberi di pregio e delle vedute. Realizzazione della mappa del parco.
  • Nel terreno inferiore realizzazione del roseto con tante varietà e messa a dimora di arbusti da fiore mediterranei. Collegamento del parco, tramite sentieristica, con il sito del Parco dei Ligustri.
  • Progetto di educazione ambientale con le scuole, che sarà gestito dal CEA Parco dei Ligustri, avente come tema il Parco paesaggistico attraverso gli aspetti naturalistici e storici riferiti al borgo di Loreto e al paesaggio agreste loretese.
  • Realizzazione di materiale promozionale del parco con brochure, reportage fotografici e video ecc…
  • Realizzazione di una sezione dedicata al nuovo parco sul sito del Parco dei Ligustri.

Terzo anno e quarto anno:

  • interventi di miglioramento e valorizzazione dei terrazzi panoramici, gestione delle alberature messe a dimora.
  • Realizzazione del bosco di lecci e ampliamento dei giardini delle aromatiche e dei roseti.
  • Progetto educativo con le scuole dedicato alle piante officinali, al paesaggio loretese e alla vegetazione mediterranea e autoctona.

Quinto e sesto anno:

  • gestione e miglioramento dei versanti, delle vedute e dei giardini.
  • Gestione dei sentieri.
  • Collegamento del parco paesaggistico con il centro storico loretese organizzando un tour tra natura e cultura, attraverso i musei loretesi e il paesaggio agreste.
  • Educazione ambientale con le scuole lavorando sulle emergenze culturali e naturalistiche.

Settimo e ottavo anno:

  • Gestione del verde e dei sentieri.
  • Creazione dell’uliveto didattico per i ragazzi in cui svolgere lezioni all’aperto immersi nel paesaggio.
  • Progetti di educazione ambientale con le scuole.
  • Organizzazione di eventi nel parco paesaggistico quali concerti all’alba, giornate di studio sul paesaggio e sulla botanica.

Nono e decimo anno:

  • Gestione dei percorsi e del verde.
  • regolamento del parco per l’uso e la gestione,
  • attività di educazione ambientale con le scuole,
  • pubblicazione di un volume dedicato al parco botanico loretese in cui includere tutto il lavoro di restauro del paesaggio dal Giardino dei Ligustri fino alle vedute paesaggistiche e l’uliveto didattico.

 

Possibili soluzioni per un miglioramento della gestione del lavoro

 

La gestione del frutteti.

È praticamente inapplicabile che si possa salire fino al punto di lavoro ogni volta con tutta l’attrezzatura a tracollo. Nonostante la presenza di sentieri la fatica è troppa soprattutto nei periodi caldi. Le pendenze del parco diventano insostenibili nei mesi estivi e questo implica un rallentamento nella gestione ordinaria di piante da frutto. Occorre quindi trovare una soluzione che impedisca il trasporto continuo di attrezzi e materiale. Una possibile soluzione potrebbe essere quella della costruzione di una casetta in legno in un’area vicina al frutteto che può essere nascosta da alberi e siepi in cui poter porre eventuali attrezzi o altro. È probabilmente la soluzione migliore vista la problematica delle pendenze e le difficoltà di accesso. Per l’irrigazione delle piante è impossibile procedere quotidianamente con taniche di acqua che devono essere trasportate dall’accesso su via Pretara fino a sopra. Tanta fatica con minima possibilità di riuscire a risolvere i problemi. L’unica soluzione che può risolvere il problema è quella di scavare un pozzo in prossimità del fosso dove è possibile trovare falde acquifere. Si tratta comunque di una soluzione che non può essere attuata subito. L’impianto del pozzo dovrà essere munito di pompa con allaccio alla corrente elettrica, quindi è necessario anche creare un impianto con tutti i costi aggiuntivi. La vicinanza con il Giardino dei Ligustri e il pozzo presente in zona non permette accessi o allestimento di impianto di irrigazione. Bisognerebbe chiedere permesso di accesso su terreni privati confinanti per mettere il tubo. Poi anche per l’accensione del pozzo non c’è possibilità di muoversi dal terreno fino al giardino. Si tratta quindi di una ipotesi al momento non attuabile.

Nonostante tutto il problema rimane e le piante da frutto dovranno essere bagnate almeno due volte a settimana quando farà molto caldo. Una possibile soluzione potrebbe essere il trasporto delle taniche fino al primo terrazzo del parco in cui si potrà allestire una base per l’innaffiatura, utilizzando secchi che saranno riempiti o un annaffiatoio. Si tratta comunque di un lavoro complesso e laborioso che dovrà essere gestito nel migliore dei modi che non può essere seguito da una singola persona. L’accesso da Via Pretara, verso Santa Maria in Piano, può essere sfruttato per il trasporto di eventuali taniche di acqua o per migliorare la gestione di piante da frutto. Il sentiero centrale panoramico del parco non presenta considerevoli pendenze che posso creare problemi o fatica. Si tratta di un progetto attuabile ma con la migliore organizzazione. Proprio per evitare assurdi lavori dispersivi, le piante fruttifere dovranno essere sistemate strategicamente lungo le arterie più semplici da raggiungere, lungo il sentiero principale che parte dalla Pretara e in prossimità dell’accesso di Fonte Grande.  Questo per facilitare i movimenti e le attività di manutenzione e il trasporto di acqua.  Evitare di piantare alberi da frutti su pendenze eccessive senza possibilità di un accesso comodo per la manutenzione.

Realizzazione della sentieristica nei frutteti: Il frutteto in prossimità dell’accesso di Via Pretara sarà sistemato con una sentieristica per smussare le pendenze eccessive. Gli alberi da frutto saranno piantati lungo il percorso di questi sentieri. Nel frutteto alto, la sentieristica si rende necessaria per una migliore fruizione e gestione e per innaffiare. Due sentieri paralleli taglieranno il frutteto, ricollegandosi al percorso principale del parco.

Possibili soluzioni per evitare l’evaporazione dell’acqua dalle radici possono essere le seguenti:

-realizzazione di conchette per la raccolta dell’acqua piovana e umidità intorno agli alberi da frutto.

-creare pacciamatura con erba tagliata intorno al colletto per trattenere l’umidità.

-evitare zappettatura e vangatura nei mesi estivi che può sottrarre umidità al terreno.

-lasciare il terreno con inerbimento naturale e procedere a sfalci con tagliaerbe e decespugliatore ogni 15 giorni nei periodi di primavera estate. In tal caso procedere a sola sarchiatura ove necessario per eliminare la competizione per l’acqua. La soluzione finale del frutteto è quella con il prato ben tagliato, operazione che può essere effettuata benissimo seguendo le regole tecniche di uno sfalcio continuato a 10 cm da terra.

Evitare di far crescere troppo le erbacce in quanto i lavori di sfalcio possono risultare complicati con un  dispendio di energie, tempo, carburante e logorio fisico e degli attrezzi meccanici.

Criticità dell’area da sistemare un po’ alla volta:

Pendenza forte che deve essere modellata con la realizzazione di più sentieri possibili che attraversano i frutteti e che permettono di lavorare in piano.

Mancanza di punti in ombra, soprattutto nel periodo estivo, che impediscono di poter avere un minimo di riparo e refrigerio. Per questo motivo, oltre all’obbligo di piantare alberi da ombra nei terreni intorno in maniera tale da non dare fastidio al frutteto, è necessario organizzarsi con gli orari di lavoro in estate la mattina presto dalle 6:00 alle 9:00 oppure la sera tardi dalle 18:30 alle 21:00.

 

Manutenzione della sentieristica principale e secondaria

La sentieristica ricopre un ruolo fondamentale per la fruizione e gestione del parco. I sentieri vanno lasciati inerbiti con sfalcio ogni 10-15 giorni. Anche in questo caso i lavori devono essere svolti in maniera tale da evitare sforzi sovrumani e logoranti viste le pendenze e le asperità del terreno.

Evitare di far crescere l’erba a dismisura che poi può diventare problematica a tagliare.

Evitare di lavorare nelle ore più calde della giornata e scegliere come momenti la mattina presto o la sera tardi nei periodi estivi. Lavorare con il tagliaerbe nei sentieri principali è meno faticoso e realizza uno sfalcio più preciso.

Con il decespugliatore si procede sui sentieri secondari e per la rifinitura dei particolari. Utilizzare il disco esclusivamente per tagliare folta erbaccia e per tagliare i polloni degli ulivi. Il filo di nylon ad alta resistenza va utilizzato per lo sfalcio nelle rifiniture e lungo i bordi dei sentieri.

La prima regola è non farsi prendere dalla fretta durante i lavori o dall’ansia o dal panico di fronte a erbacce in continua crescita. Tutto questo fa parte dell’evoluzione naturale del nuovo parco. Sfalci mirati, in aree selezionate, rendere la gestione meno faticosa e dispendiosa. Vista la complessità dei lavori e l’asperita’ del terreno è necessario lavorare un po’ alla volta, riposarsi almeno 10 minuti ogni mezz’ora di sfalcio con decespugliatore e tagliaerbe. Con l’inserimento di piante e alberi pian piano le erbacce cominceranno a ridursi e quindi al tempo stesso anche la mole di lavoro. Il parco pian piano arriverà al suo totale equilibrio ma ci vorranno almeno 20 anni. Quello che accadrà i primi anni, con la continua crescita delle erbe sarà il risultato di una natura che si riprende i suoi spazi dopo le trinciature spietate eseguite esclusivamente due volte l’anno. Una gestione fallimentare di un terreno che, seppur ritenuto agricolo, è stato lasciato allo sbando soprattutto gli ultimi anni.

 

Gestione dei prati

I prati ben sfalciati si svilupperanno in due aree precise: l’uliveto e l’area aperta di fronte a Loreto in cui si realizzerà anche il roseto. Si tratta di siti panoramici molto suggestivi in cui sarà possibile anche sdraiarsi o fare pic-nic. Sono anche le aree meno complicate da gestire grazie alla pendenza che qui si presenta più dolce e meno problematica. Da esperienze sul campo con il tagliaerbe si è potuta constatare la impossibilità a procedere a sfalci su pendenze eccessive che impediscono un lavoro in sicurezza e che rischiano il ribaltamento della macchina. Occorre dunque lavorare esclusivamente sulle pendenze più dolci, sui sentieri e sulle aree in piano che permettono quindi una migliore gestione delle attività.

Prati dell’uliveto: per la gestione di quest’area l’accesso più semplice è quello da Via Pretara verso Santa Maria in Piano. Lo sfalcio con tagliaerbe è indispensabile per l’uniformità dei prati e l’utilizzo del decespugliatore per lavorare solo sulle rifiniture. L’unica problematica dell’uliveto è la sua posizione nella parte più alta del parco che quindi obbliga un accesso dal sentiero principale, che dovrà permettere il passaggio del tagliaerbe.  Gli sfalci si svolgeranno ogni 10-15 giorni a un massimo di 10 cm. Evitare assolutamente di far crescere l’erba in maniera spropositata.

Prati sopra Fonte Grande:  si tratta dei prati più ampi e suggestivi del parco, che saranno abbelliti con un roseto e che guardano proprio sul centro storico loretese. Questi prati hanno un primo accesso dal sentiero panoramico sopra la Fontana, nella parte bassa, poi un secondo accesso dal sentiero principale nella zona del frutteto.  Lo sfalcio si fa con tagliaerbe ogni 10-15 giorni a un massimo di 5 cm. Evitare di far crescere le erbe senza controllo.

Nel parco saranno segnalate e delimitate le aree in cui ci sono specie floristiche di pregio come orchidee, gladioli italici o altre varietà arboree e arbustive che devono essere conservate e preservate durante gli sfalci. Intervenire con la pulizia delle piante eliminando intorno eventuali erbe infestanti.

Gestione del roseto

Il roseto con vista panoramica è sicuramente il luogo più interessante del parco. La messa a dimora delle rose deve essere eseguita nel mese di novembre organizzando sfalci e pulizia intorno alle piante nei mesi di primavera – estate eliminando qualsiasi infestante. Il roseto si svilupperà su un prato che verrà sfalciato in maniera regolare ogni 10 giorni nel periodo primavera – estate. Le principali accortezze del roseto saranno quelle di intervenire con potature di allevamento e miglioramento delle piante.

 

Gestione del boschetto

Il bosco con vista panoramica sarà realizzato nel periodo tra fine ottobre e metà marzo. Evitare i periodi caldi e siccitosi. La prima regola del bosco è quella dello sfalcio continuato delle erbe intorno alle piante nei primi 2 anni dalla messa a dimora, utilizzando tagliaerbe e decespugliatore. Una volta attecchite le piante andranno avanti da sole e si ambienteranno alle nuove condizioni. Si procederà con rigenerazione del sottobosco attraverso l’inserimento di arbusti.  Di grande importanza l’innaffiatura degli alberi, soprattutto il primo anno della messa a dimora. La potatura sarà eseguita esclusivamente per casi eccezionali quali secco, diradamento, rottura di ramificazioni.

 

 

Obiettivi, finalità e promozione del parco paesaggistico

 

5.1  La didattica e l’educazione ambientale

Il parco paesaggistico degli ulivi nasce principalmente come luogo per l’educazione ambientale con le scuole di ogni ordine e grado. In questo sito del paesaggio le scolaresche possono comprendere il valore del paesaggio ma al tempo stesso interagire con la storia del borgo loretese di cui possono scoprire l’assetto urbanistico e il suo costante interagire con la campagna circostante. Le attività didattiche verranno gestite dal CEA di interesse regionale e giardino botanico Parco dei Ligustri. Il parco sarà inoltre collegato con il sito della Fontana Grande, che si trova proprio sotto il terreno inferiore, in cui si potranno fare delle visite guidate. La realizzazione dell’uliveto didattico in cui poter svolgere lezioni all’aperto, all’ombra degli alberi ed ammirando il paesaggio sarà il traguardo finale del parco paesaggistico.

 

 

5.2  Il miglioramento e il restauro del paesaggio

Il parco paesaggistico è un simbolo del restauro del paesaggio e del miglioramento a giardino di un sito di aperta campagna da sempre lasciato a se stesso e mai reso fruibile. Nel nuovo parco, attraverso le visite guidate e le lezioni, si potranno scoprire le varie fasi dello sviluppo di un ambizioso e grande progetto per la contemplazione e studio del paesaggio loretese per la realizzazione di giardini mediterranei. Sarà evitato qualsiasi intervento di trinciatura e di tabula rasa che può mettere a repentaglio la flora esistente e che comincia a svilupparsi un po’ alla volta. Una volta raggiunto lo stadio finale, il parco si manterrà da solo e ci sarà bisogno solo di una attenta gestione intelligente e rispettosa dei tesori naturalistici.

 

5.3  La fruizione turistica del sito paesaggistico e l’organizzazione di eventi culturali

Il parco paesaggistico è una realtà aperta al territorio circostante, non rimane rinchiusa tra mura ma vuole interagire con le altre emergenze storiche e paesaggistiche loretesi. La fruizione turistica avviene in un tour tra natura e cultura a Loreto Aprutino. Il sito panoramico, nella sua bellezza, può essere utilizzato per organizzare eventi musicali e culturali, in primis concerti tra gli ulivi o concerti all’alba o al tramonto nei terrazzi panoramici. Il visitatore, partendo dalla pittoresca realtà del Giardino dei Ligustri, si muoverà attraverso un percorso alla scoperta della campagna e del paesaggio loretese che lo porterà fino alla contemplazione del borgo loretese e alla visita finale di Santa Maria in Piano con i suoi preziosi affreschi del XV secolo. Un progetto per far conoscere l’arte, la natura, il paesaggio, la cultura del luogo e rilanciare l’immagine del paesaggio loretese.

 

5.4  Azioni di promozione del parco paesaggistico

Il parco verrà promosso attraverso azioni di marketing, con la realizzazione di materiale promozionale quali depliant, volantini ecc… e articoli sul sito web del Giardino dei Ligustri e sui principali giornali abruzzesi. La promozione del parco sarà fatta anche attraverso i social, tramite l’account del Parco dei Ligustri.

 

Alberto Colazilli

Curatore e realizzatore del Giardino dei Ligustri e del parco paesaggistico

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