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LA STORIA

La storia di una rinascita

La storia della rinascita del giardino

 Una riqualificazione ambientale e paesaggistica realizzata in 15 anni.

Una ambiziosa sfida contro il degrado e l'abbandono di un territorio

 

di Alberto Colazilli

 

 

 

Il Parco dei Ligustri - ex-villa Corsi per alcuni potrebbe sembrare il solito parco botanico con tante specie arboree e arbustive... ma in realtà è qualcosa di più. E' la storia della rinascita ambientale di una delle aree più degradate del centro storico di Loreto Aprutino, un lavoro immane, duro, pieno di problemi e sacrifici durato  anni.

La storia del Parco dei Ligustri inizia nel 1998, quando ci trovammo ad acquistare l'ormai abbandonato e impenetrabile parco della ex-Villa Corsi in Via Pretara. Sin dall'adolescenza avevo sempre ammirato  l'incredibile viale di quella casa, fiancheggiato da cipressi secolari dove i ligustri, gli allori e i bossi si erano talmente intrecciati nel corso dei decenni da creare una straordinaria galleria verde che sembrava quasi uscita da una favola. Era da sempre un posto speciale ai miei occhi e quando nell'estate del 1998 varcai il cancello del viale ed entrai in quel regno inespolorato, per me fu come entrare in un sogno. 

Tutto il terreno, all'epoca, era totalmente impraticabile, ricoperto di rovi, liane di vitalba, ailanti, tutti gli alberi erano soffocati da questi rampicanti. In più parti il giardino presentava discariche di calcinacci, ferro e plastica, il che faceva già pensare futuri faticosi lavori di bonifica. In quella giungla spiccavano alcuni straordinari viburnum tinus di dimensioni notevoli,   cespuglioni di laurus nobilis, aceri di monte, aceri americani e una gran quantità di ligustri.  Nonostante avessi una grandissima voglia di esplorarlo a caccia di piante speciali, non c'era possibilità alcuna di percorrerlo. Solo il viale, fino a un certo punto, era praticabile. Mi fu raccontato che quel giardino una volta era parte integrante del grande parco Valentini (tutt'ora esistente), che spiccava con la sua magnificenza in un boschetto di cipressi e cedri in un terreno sottostante alla villa, sistemato su un terrazzo rivolto a sud. Nel 1998 il Parco Valentini o Bosco Valentini era ancora un luogo lussureggiante e magico, non ancora colpito da incuria e abbandono, che stimolava moltissimo la mia fantasia. Soprattutto, il parco Valentini custodisce  un monumentale Pinus pinea forse risalente alla fine dell'Ottocento. Insomma, luogo veramente ricco di suggestioni. In pratica, il viale storico dell'ex-Villa Corsi,  secondo le fonti orali, doveva essere un accesso a un antico orto e si parlava anche di un ponticello che fino agli anni Cinquanta del Novecento attraversava un piccolo fosso che tagliava in due il terreno. Successivamente il fosso era stato intubato per  unificare totalmente il terreno.   

Osservare, in quella giungla, dei buxus sempervirens monumentali, fu una sorpresa inaspettata, visto che quella pianta l'avevo sempre vista piccola, ridotta a siepe e mai come un albero di più di quattro metri di altezza! Beh, fu tanta la meraviglia che già bramavano di mettere tra le mani forbice, seghetto e zappino e potermi divertire in tutto quel ben di Dio, a recuperare piante particolari, a studiare scorci per qualche quadro o disegno. Beh, era veramente l'inizio di una grande, straordinaria avventura! E come non ricordare che ai piedi di quei due alberi di bosso c'erano centinaia di piantine nate da seme alte dai 30 ai 50 cm. In pratica avevo davanti un patrimonio botanico di immenso valore!

 

 

Inizialmente i lavori di riqualificazione del giardino furono dati in mano a giardinieri che erano più amanti della motosega che di piante particolari. Durante i duri lavori di pulizia, bonifica e riqualificazione di tutto il terreno della villa, sparirono tutti gli ailanti, le robinie, ma anche molti viburnum, alberi di alloro, aceri... in pratica all'inizio fu fatta tabula rasa, o quasi di quello che c'era nel giardino. Rimasero in piedi solo alcuni alberi di acero, i cipressi secolari e, per grazia di Dio, anche quei due buxus sempervirens che stimolavano ogni minuto la mia fantasia.

Gli stessi giardinieri, incuranti della bellezza del viale a galleria, cominciarono a tagliare tutti gli alberi all'altezza di 1 metro da terra! Fu un autentico colpo al cuore! Non riuscii ad arrivare in tempo per impedirgli un massacro senza precedenti. Quel viale di alberi intrecciati in poche ore non esistette più, trasformato tutto in legna da ardere, ceppame, tutto da caricare sul camion. Il danno fu grave perchè furono tagliati anche alcuni buxus ad alberello che erano nati lungo il viale e che avevano una circonferenza anche di 10-20 cm l'uno.  Molti alberi erano marci e completamente secchi... beh, bastava tagliare solo quelli e lasciare in pace tutti gli altri. Insomma, con quel taglio indiscriminato furono distrutti i miei ricordi di adolescente. E fu a quel punto che mi imposi di prendere in mano le redini della cura del giardino e recuperare assolutamente il salvabile.

Iniziarono le prime riqualificazioni, a cominciare proprio dalla zona dei buxus monumentali che io curai personalmente nella primavera del 1999, trasformandola in area off-limits totalmente sotto il mio stretto e vigile controllo!  Nella stessa area piantai siepi di ligustro e alloro che andavo recuperando nel resto del giardino e realizzai una prima area di sosta nel verde, ancora oggi visibile e lussureggiante. Pian piano cominciai a ridare un tocco paesaggistico all'insieme, mentre i ligustri e gli allori del viale tornavano a germogliare e a rinverdire nuovamente come una volta la passeggiata. Nell'estate del 1999, il viale era tornato verde smeraldo e il giardino cominciava a popolarsi di piante nuove, in primis il progetto di un palmizio in prossimità della casa. L'estate del 1999 fu l'inizio di tutta la grande avventura del futuro Parco dei Ligustri, o meglio del futuro parco botanico come lo conosciamo oggi.

Il giardino diventò pian piano una straordinaria e potente terapia per la mia anima inquieta di quegli anni, sempre in cerca del senso della vita e sempre insoddisfatto. Nel giardino ho scoperto la mia vera vocazione di paesaggista, artista, appassionato di alberi e ambiente...  In giardino ho studiato per i miei esami all'università, ho letto libri di botanica e arte del giardino, ho studiato per i miei master sul paesaggio e i beni culturali... ma soprattutto quel parco si è trasformato in un importantissimo luogo di aggregazione, di incontri, mostre, feste, amicizie, passioni e infuocati sentimenti.

 

 

Nel 2000 il giardino ebbe un nuovo abitante, una cucciola bellissima di pastore abruzzese di nome Daisy. Per 11 lunghi anni, quel cane meraviglioso, mi ha fatto compagnia nelle mie durissime giornate lavorative, a piantare alberi, fiori, arbusti, nuove siepi. Quanti ricordi in questo giardino! Dal 2000 al 2005 piantai tante palme e   alberi da fiore e da frutto. E come non ricordare le dure giornate aggrappato sulla scala a ripulire dai rovi e dalle liane   i grandi cipressi, oppure a fare rimonda del secco con il lungo svettatoio, sfindando il solleone e il caldo di luglio-agosto oppure il freddo e il gelo d'inverno. Nel 2005 una violenta nevicata distrusse le chiome di alcuni grandi cipressi in giardino e i danni furono ingenti. Fu l'inizio di una nuova riqualificazione con la messa a dimora di nuove piante e la creazione, nella stessa primavera 2005 di un bosco delle mimose, vera attrazione del parco. Nello stesso tempo realizzai anche il laghetto per le ninfee e le piante acquatiche nel centro del giardino.

Il bosco delle mimose (Acacia dealbata) fu come la realizzazione di un sogno e fu anche una sfida contro il difficile clima abruzzese che non è quello della costiera amalfitana o della Liguria! Come poter gestire un bosco di mimose in una realtà climatica come la nostra dove la neve e il freddo ogni anno sono implacabili? Beh, le foto del 2010 sono memoria storica di un giardino esotico di incredibile bellezza dove le mimose sono assolute protagoniste, fiorendo tutte insieme tra febbraio e marzo, assieme a numerosi Prunus cerasifera pissardi nigra. Ma il clima spietato non si fece attendere e nel dicembre del 2010 una terribile gelata bruciò quasi tutti gli alberi di mimosa con un danno d'immagine ed anche economico non facile da digerire. Il giardino dovette cambiare look ancora una volta. Delle 11 mimose ne era rimasta solo una, che è seccata nell'inverno del 2013 dopo anni di stentata crescita. 

 

 

Dal 2009 al 2011, il giardino si arricchisce di nuovi spazi, nuove piante particolari, fino alla creazione di originali pergolati e archetti in canna di bambù dove far arrampicare rose, gelsomini e caprifogli. Il giardino si evolve verso un bosco pittoresco che nell'autunno 2011 acquista colorazioni stupefacenti. La disastrosa nevicata del febbraio 2012 da un durissimo colpo al giardino con il danneggiamento di alcuni grandi alberi di olmo che cadono disastrosamente al suolo, seppellendo anche altre piante. I danni sono ingenti e bisogna ripartire nuovamente dall'inizio per salvare il salvabile. Le palme resistono benissimo alla storica nevicata, anche i pergolati in canna di bambu rimagono al loro posto, ma il giardino è devastato in tante sue parti. Ma nulla e perduto e come si dice: la Natura fa sempre pace con se stessa. Nella inoltrata primavera 2012 il giardino acquista una nuova veste e le ferite vengono finalmente rimarginate. Gli alberi tornano a crescere a superare lo stress dell'inverno. Nell'autunno 2012 il giardino sembra tornato a una nuova rinascita, colorandosi di cromatismi incredibili. E nella primavera del 2013, dopo un mite inverno, il giardino si risveglia simile a un paradiso incantato, con una miriade di fioriture e di scorci da favola. Ancora una volta il parco è tornato a vivere dopo le sciagure naturali, pronto ad accogliere visitarori ed amici, sempre curato dalle mie braccia e dalla mia incrollabile forza di volontà. Anche dopo la terribile nevicata anomala del novembre 2013, che crea gravi danni al paesaggio loretese, il giardino continua a resistere, a rinnovarsi sempre, soprattutto all'incrollabile passione e determinazione nel curarlo e renderlo sempre spettacolare. 

 

 

Il Parco dei Ligustri, dunque, non è solo storia di alberi o fiori, ma anche storia di gioie e dolori, di incredibili sconfitte accompagnata da inaspettate vittorie. E' il giardino dell'amicizia, della seduzione, della poesia e dell'arte. E' il paradiso in cui il mio cane, morto nel 2011, ha vissuto i suoi momenti più belli. E' un luogo ricchissimo di ricordi e ancora oggi, con la sua straordinaria energia positiva sprigionata dai grandi alberi, ci fa vivere momenti di splendida allegria, creatività e sogno.

Il Parco dei Ligustri ex-Villa Corsi è diventato un presidio contro il degrado del territorio, baluardo della bellezza e della natura, difeso con artigli e denti. In questo luogo la mia "guerra" quotidiana contro l'ignoranza e la stupidità non ha mai fine! Tante le vittorie e le sconfitte, tanti gli amici e i nemici. Tanti, tantissimi i sostenitori. 

Oggi, il giardino si migliora senza di più soprattutto nella cura e valorizzazione delle vedute, un aspetto estremamente importante che ha sprigionato ulteriore fascino. Si aprono quadri naturali sul paesaggio e su scorci colorati del giardino, incorniciati tra siepi sempreverdi o grandi alberi. Il tutto è studiato nei minimi dettagli tramite l'osservazione e la ricerca delle varietà floristiche e arbustive. Tutto è creato per emozionare e per diventare location di fotografia, pittura, disegno e contemplazione. 

Nel 2014 un turista che venne a visitare il parco mi chiese: "cos'hai guadagnato da tutto questo incredibile lavoro di restauro e riqualificazione?"; e io risposi sorridendo "Beh, credo di aver guadagnato una grande serenità interiore". A mio avviso è la cosa più importante.

 

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Il paradiso ritrovato. Costruire un giardino per l'anima

IL PARADISO RITROVATO

Costruire un giardino per l'anima...

 

  

Scorcio sul parco pittoresco - Foto di Alberto Colazilli



"Ho dedicato il mio  giardino alla mia musa misteriosa, introvabile, irraggiungibile...

Il giardino dei sensi, dei ricordi, dei sentimenti e delle passioni folli.

Luogo del romanticismo e del dolore dell'anima,

degli sguardi che si rincorrono...

delle lacrime della gioia e della solitudine...

Nascondersi, cercarsi, ritrovarsi, in un dolce gioco amoroso

tra grandi alberi, siepi e fioriture, profumi e scorci pittoreschi...

e in ogni stagione c'è sempre una luce diversa...

c'è sempre un'emozione nuova da vivere, da scrivere, dipingere... "

(Alberto Colazilli - 2012)

 

 

 

Scorcio sul giardino - Foto di Alberto Colazilli



Questo parco è nato dalla estrema passione di un'anima tormentata

che ha saputo trasformare il suo tormento in bellezza,

la sua rabbia in innumerevoli piantagioni di fiori e alberi,

la sua tristezza in tante siepi fiorite.

In questo tempio della Natura e dell'Arte si entra in punta di piedi.

E solo i puri di cuore ne sentiranno l'energia positiva.

 

 

 

Il viale del giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

 



Scorcio sul giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

Dove c'era un'area totalmente degradata e abbandonata

la passione per la bellezza ha creato un nuovo paradiso

per lo spirito, per rinascere, per ridare un senso all'esistere.

 

 

 La lussureggiante vegetazione pittoresca all'interno del parco - Foto di Alberto Colazilli

 

 La terra è stata dissodata metro dopo metro,

con un attento e minuzioso lavoro delle mani e del corpo,

con lo studio, la costanza, la tecnica, 

dedicando tempo e risorse,

sacrificando intere giornate, stagioni, nottate,

inseguendo un sogno che sembrava impossibile

nello scontro atroce con una realtà ignobile.

 



 

Scorcio sul giardino pittoresco - foto di Alberto Colazilli

 

 Nella più totale solitudine,

accompagnato dallo  spirito puro di un meraviglioso cane pastore,

in lunghi anni di duro lavoro,

quest'anima appassionata ha sconfitto il degrado,

ed ha condiviso il suo paradiso con amici e conoscenti,

con persone comuni e intelletuali, artisti e poeti,

riuscendo a ritrovare il sorriso e la gioia di vivere.

 

 

(Alberto Colazilli)

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La riqualificazione del giardino degradato

 IL PARCO GIARDINO DEI LIGUSTRI A LORETO APRUTINO (PE)

 UNO STRAORDINARIO ESEMPIO DI RECUPERO E RIQUALIFICAZIONE DI GIARDINO DEGRADATO

 

 "La storia dell'arte dei giardini è  sempre stata scritta con fiori e alberi...

statue e fontane... quadri e disegni... emozioni e sogni"

(Alberto Colazilli, 2010)

 

Il viale del giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

Un paradiso rinato dal degrado

ll progetto Parco Giardino dei Ligustri ha inizio nel 1998 dal recupero di un antico giardino totalmente abbandonato, situato ai piedi del borgo medievale di Loreto Aprutino (PE). Il sito del parco, secondo fonti storiche, risale agli inizi del Novecento, anticamente inglobato in un più grande giardino signorile poi smembrato nel corso dei decenni. Principale emergenza dell’antico giardino storico è il viale monumentale di cipressi, con ampio cannocchiale prospettico, risalente agli anni Trenta del Novecento. Di notevole interesse due buxus sempervirens arborei secolari presenti in prossimità dell’entrata al giardino, ultimi esemplari di un bel boschetto di Bosso di notevole valore storico e paesaggistico risalente ai primi del Novecento. Nella nuova progettazione del giardino, su una superficie di circa 2780 mq, diventano fondamentali gli aspetti naturalistici, paesaggistici ed estetici, con l'inserimento di piante esotiche, ornamentali e della flora autoctona abruzzese e mediterranea. La prima fase è stata quella di eliminare l'immenso roveto e l'infestazione di Ailanti e Robinie oltre alla bonifica di tutta l'area dalle numerose  discariche di calcinacci e ferro arrugginito che sono stati lasciati in abbandono nel terreno per tanti anni.

Grazie a questo coraggioso progetto di recupero, il giardino è divenuto un simbolo della lotta contro il consumo di suolo,  contro il degrado del territorio e un importante esempio di riqualificazione del paesaggio storico e naturalistico. 

 

 

Il Ligustrum, pianta simbolo del giardino - Foto Alberto Colazilli

 

   

 La seconda fase è stata quella del restauro e ripristino del viale alberato con i cipressi, la potatura e valorizzazione degli alberi di pregio con l'eliminazione del secco e del malato, oltre al decespugliamento e riordino dei terreni. La terza fase è stata quella dell'iter progettuale con la nuova planimetria del giardino, da abbellire con vedute pittoresche e sentieristica. La quarta fase è stata la messa a dimora delle specie ornamentali ed autoctone, seguendo una visione pittorica dell'insieme, rispettando il susseguirsi delle fioriture e dei colorismi nelle quattro stagioni.

 

 

Veduta sul giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

 

 

Veduta sul viale del giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

 Nel corso degli anni, tra cure attente e lavori di ampliamento e valorizzazione, prende vita un giardino pittoresco di grande bellezza che si disegna da se, con la crescita delle piante, con l'aumento delle fioriture, con il susseguirsi di nuovi scorci. Il nome Parco Giardino dei Ligustri nasce dalla presenza del Ligustrum vulgare, arbusto autoctono dei boschi mediterranei, che produce profumatissime fioriture in tarda primavera ed estate, particolarmente gradite da stupende farfalle. I Ligustri, assieme agli allori (altra pianta simbolo di questo giardino) vengono utilizzati per realizzare architetture vegetali e tunnel verdi nel parco. All'interno del giardino, dopo aver varcato il cancello che accede al  bel viale monumentale alberato con cipressi, allori, buxus e ligustrum, si possono ammirare oltre 300 specie diverse di piante, arbusti, alberi, essenze aromatiche e fiori di vario genere. Si tratta di un giardino pittoresco dove i sentieri serpeggiano tra statue, vasi ornamentali, aree di sosta, antiche macine di frantoio. Al centro del parco, un laghetto con piante acquatiche è immerso in una lussureggiante vegetazione di palme, lecci, e arbusti dalle svariate colorazioni.  In prossimità del viale c'è il giardino delle palme con esemplari di Phoenix canariensis, Butia capitata, Trachicarpus fortunei e Chamaerops humilis.

 

 

Una finestra sul giardino attraverso achitetture vegetali di ligustrum - Foto di Alberto Colazilli

 

Angoli pittoreschi in giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

Sparsi nel giardino boschetti di alberi di leccio e alloro, siepi di piracanta miste a Eleagnus variegati, archi e pergolati di bambu dove si arrampicano caprifogli giapponesi, gelsomini officinali, trachelospermum, rose banksiae, edere variegate e gelsomini invernali, tra cespugli di oleandri, lavande, rosmarini, erbe medicinali, alaterni e biancospini, aceri campestri, Acer platanoides e Acer pseudoplatanus in associazione con Prunus cerasifera pissardi nigra, dalla splendida fioritura primaverile.

 

 

 Giardino pittoresco - Foto di Alberto Colazilli

 

 

Il giardino come quadro animato

Nella realizzazione del Parco dei Ligustri si è voluto concepire il giardino come un quadro animato, dove colori, forme,fiori ed esseri viventi sono i protagonisti e dove l'uomo stesso diventa parte integrante della natura. Il giardino è visto come il tempio della meditazione, dove si assiste al miracolo del Creato; è scrigno di essenze e di profumi che inebriano l'anima; è il luogo della pace interiore e della felicità ritrovata.

 

 

Veduta su boschetto di palme in giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

Ogni pianta è come una scultura, un'opera d'arte vivente da valorizzare e curare minuziosamente; ogni aiuola vuole essere una mostra artistica della bellezza della natura. Le potature ad alberi e arbusti sono ridotte al minimo indispensabile, solo per eliminare rami malati o secchi.

 

 

Il giardino delle palme- Foto di Alberto Colazilli

 

 

Pergolati fiori tra palme - Foto di Alberto Colazilli

 

 Angolo pittoresco in giardino - Foto di Alberto Colazilli

 

Le siepi sono per lo più naturalistiche, formate da specie miste, in associazione con essenze variegate o boschetti sempreverdi,tra palmizi ed elementi decorativi sistemati in giardino. La Natura, nella visione pittoresca del Parco dei Ligustri, vuole essere goduta in tutte le sue forme in ogni stagione,alla costante ricerca di emozioni e piacevoli ricordi.

Il giardino è visitabile tutto l'anno. Aperto per servizi fotografici e ricevimenti. Il periodo ideale rimane comunque tra marzo e  novembre.

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NOTE LEGALI



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Le fotografie e le immagini presenti nel Sito web villadeiligustri.com fanno parte dell'Archivio del Parco Giardino dei Ligustri e sono di proprietà del Parco Giardino dei Ligustri. Immagini e foto vengono utilizzate solo per promuovere la conoscenza del parco e della sua bellezza. Pertanto è vietata la riproduzione, la copia in formato digitale o la vendita di queste immagini e foto. L'utilizzo delle immagini è consentito solo tramite l'approvazione scritta da parte di Parco Giardino dei Ligustri e a condizione che venga citata come fonte "Archivio Parco Giardino dei Ligustri", il rispettivo autore dell'opera e che nel testo si indichi l'indirizzo www.villadeiligustri.com come riferimento per le informazioni.  Se siete interessati, potete inviare una mail a parco.giardino.dei.ligustri@gmail.com



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Link utili

Il Parco dei Ligustri è stato inserito come

"Parco selezionato"

nel portale dei parchi più belli d'Italia

 

 

 

Il Parco è inserito tra i

giardini di notevole interesse nella

sezione "Abruzzo"

nel portale dell'APGI

(Associazione Parchi e Giardini d'Italia)

 

 

 Il Parco dei Ligustri inserito tra i giardini di notevole interesse nel

portale dell'Italian Botanical Heritage.

 

 

 Il Parco dei Ligustri è sede legale del

 Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

 

 

 

Sito ufficiale di Alberto Colazilli - Il pittore degli alberi

 

 

 

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